domenica 7 dicembre 2014

Chemical Wakes – When Do You Want To Be Okay?



Treason
The Waiting
Scattered Son
Ansia




Sono arrivati gli sbarbi. Dico così non perché ce l'ho con i Chemical Wakes, ma è che sono proprio giovani. È la prima volta che mi capita di recensire degli sbarbi. Ma io li rispetto anche nella sbarbitudine, quindi non cercherò di essere delicato e gentile, ma mi rivolgerò a loro come se fossimo in un rapporto inter pares.


Cominciamo dal nome. Ecco, se pensate che questo abbia qualcosa a che fare con la Chimica, lasciate perdere. Probabilmente i Chemical Wakes non sanno né che cos'è la chiralità e la loro conoscenza della chimica si ferma a Walther White ed alle famose scie degli aerei.  Anzi, sono quasi sicuro che escono più probabilmente fuori da una facoltà come Scienze della formazione (del resto, lo stereotipo vuole che, gli studenti delle facoltà scientifiche, quando smettono di masturbarsi compulsivamente, si dedichino alla musica brutale come quella a cui abbiamo reso merito – ma perché poi? - nel precedente post). Quindi fermiamoci un attimo sul nome. Chemical Wakes. Che cosa vuol dire?
Scie chimiche. Cominciamo male. Anzi, malissimo. Innanzitutto, la denominazione corretta è chemtrails, tutto attaccato, però del resto bisognerebbe andare a controllare su wikipedia.
Allora diamo delle lezioni di chimica alle scie chimiche. 


La materia, così come noi la conosciamo, si trova allo stato bulk, che in termini semplici potrei descrivervi come macro. Ad esempio, la vostra mano, un tavolo. Quando scendiamo nel piccolo (e per piccolo, mi riferisco piccolo piccolo, tipo un miliardesimo di metro), siamo nel nanoscopico. Le particelle di grandezza nanoscopiche sono dette nanoparticelle e sono molto studiate in ambito chimico e fisico in quanto, a differenza dei corrispettivi materiali bulk, presentano delle proprietà fisiche (tipo, la capacità termica) che non sono costanti ma dipendono dalla dimensione. In termini semplici: se prendo un pezzo di ghiaccio si scioglie a zero gradi, che sia grande due centimentri o dieci chilometri. Il nanocristallo di ghiaccio no. Se è grande dieci o cento nanometri ci sarà una differenza enorme nella temperatura di fusione. Questo perché, avendo uno spessore infinitesimale rispetto all'area superficiale, l'energia superficiale del cristallo nanoscopico è notevolmente superiore a quello del ghiaccio che tirate fuori dal frigo. Ergo, quando un aereo viaggia a 5000-8000 metri d'altezza fa piuttosto freddo fuori. Il motore rilascia nell'area una serie di nanoparticelle di acqua (sospensione colloidale) che congelano all'istante, ma richiedono molta energia per essere evaporate. Ecco il motivo per cui la scia dei motori dietro all'aereo rimangono per un certo periodo di tempo. Si tratta di...GHIACCIO, e non di sostanze chimiche che s'insinuano nel nostro cervello e ci fanno votare Berlusconi. E vi assicuro che gli alieni non c'entrano nulla: il resto son cose da grillini ignoranti.

Bene, lezione finita, adesso torniamo alla musica.
Primo consiglio,quindi: cambiate nome (lo so, l'avete già fatto una volta: è noioso) prima che qualcuno vi metta in ridicolo. Oltretutto, c'è bisogno di un format che vi colleghi meglio alla musica. Nome copertina titolo. La copertina va bene, il logo del gruppo pure, è il resto che stona. Pensateci.
Ma parliamo di M U S I C A.
Questa è musica da sbarbi. Anzi, da sbarbe. I Chemical Wakes sono quattro ragazzini di Torino, che avevano già dato alla luce il progetto The Morgellons.  Le due parole chiave sono le stesse tre che ci hanno martellato i coglioni negli ultimi 8 anni (e, in realtà, negli ultimi trenta): indie new wave. Nulla di più, nulla di meno.
Intendo dire, l'ep dei Chemical Wakes è ben fatto. I suoni sono perfetti, gli arrangiamenti pure. Le chitarre sono pulite, non ci sono errori tecnici, la batteria è triggerata quando dev'esserlo, i coretti sono a posto, il synth ha quel suono che tutti cercano. Il problema di questa perfezione apparente è che non arriva da nessuna parte: e questo probabilmente perché non sono una adolescente sedicenne che sta scoprendo la propria sessualità.
Cari Chemical Wakes, il vostro Ep tutto sommato è carino, posso ascoltarlo con tranquillità mentre mi cimento nello studio, ma mi scivola addosso esattamente come gli ultimi film di Woody Allen. Sì. Ecco un ottimo paragone. E non sto parlando di To Rome With Love, quello fa proprio cagare.
La recensione potrebbe finire qui, ma del resto siete giovani e credo di potervi ancora spiegare meglio che cosa intendo. Oltretutto, ho dedicato un bel po' di tempo per arrivare fino a qui e tanto vale che continui. 
Andiamo a vedere le cose un poco più nel dettaglio. Allora partiamo dal singolone: Treason


Il pezzo è fatto bene, anche se l'introduzione con gli armonici mi ricorda qualcosa di terribilmente già sentito (non mi viene in mente niente, però, sono un pessimo critico musicale). Le schitarrate che preludono al ritornello col coro, poi di nuovo strofa, il break finale, il riff che ritorna, tutto prevedibile. Il testo funziona (anche se non vuol dire niente), ma suona tutto terribilmente come se aveste deciso di fare la canzone di qualcun altro. Quello che intendo dire è che la canzone non vi appartiene. Potrei tranquillamente confondervi con un migliaio di altri gruppi che facevano la stessa musica a Sheffield circa dieci anni fa, ed almeno con altre cinque band solo a Torino, ma questo non toglie che potreste vedermi ballare mentre la suonate.
Ripeto: non vi appartiene. Vi appartiene la volontà di riprodurre uno stereotipo (in questo caso, il singolo indie new wave trascinante, facciamo alcuni nomi? White Lies, Editors, Franz Ferdinand – siamo contenti adesso?) si riflette proprio nel fatto che volete cantare in inglese quando neanche padroneggiate bene la lingua. Welcome regge il complemento oggetto solo se in seguito viene specificata la situazione, ad esempio:

oppure dalla canzone di Joan Baez, Welcome Me, che però in realtà dice welcome me to the city of angels
In caso contrario, si dice Welcome To sb.
Sono sottigliezze, è vero, ma il fatto è che se non le curate o 1) risultate ridicoli, a meno che non continuiate ad esibirvi in Italia (ed in questo caso, forse è meglio se smettete di commentare le foto delle sale prove in Inglese, perché tanto i vostri followers è già tanto se arrivano a Milano) o 2) evidentemente non ritenete che il significato del testo sia importante. Ma io non vi condanno per questo: vi sto semplicemente dicendo quello che le altre riviste lecchine non hanno le palle di dirvi o semplicemente non sono capaci di capire: e lo faccio perché mi dedico con tutto il cuore a fare le recensioni. Avete un futuro davanti ed un migliaio di fan: chiaritevi le idee e tirate dritto.
Sulla seconda canzone, The Waiting, mi limito a dire questo:


e passo oltre. Scattered Son, con il suo testo esistenziale del problematico rapporto di coppia, è ancora più prevedibile dei secondi pezzi. Ha un andamento irresistibilmente ketchy col suo giro quasi alla A-/F/C/G e il rullante che spara colpi di cannone. Il tutto sarebbe abbastanza sopportabile se non ci fosse quel oh-oh nasale che sa di retorico e basta. Devo dire che mi sono leggermente sopreso per la variazione di melodia a 3:30 circa. Sono idee a cui bisognerebbe dare più spazio: ma del resto, anche qui, l'idea è quella di ricalcare il modus operandi delle band che vanno di moda negli ultimi anni, che vuole che ogni tanto si faccia un po' di variazioni semitonali per infinocchiare l'ascoltatore che non se l'aspetta e fargli credere di essere dei grandi geni. Vi sfido a fare un pezzo di tre minuti su una melodia del genere, eppure potreste tranquillamente provarci.
Ansia è un pezzo ben fatto, ma rispetto agli altri manca di quelle aperture melodiche. In questo senso toglie il respiro, perché si può definire solo in un modo: pallosa.
Tornando quindi ai Chemical Wakes, vi faccio comunque i miei complimenti perché alla vostra tenera età siete già riusciti a sfornare un dischetto coeso, con un livello medio compositivo tutto sommato discreto e che dimostra una notevole padronanza degli strumenti e, soprattutto, del linguaggio compositivo proprio di un genere (la indie new wave). Questo però non è il punto d'arrivo, ma quello d'inizio. Adesso si fa sul serio.

VOTO: 55


facebook.com/chemicalwakes

Fabrizio Garberoglio- Voce, synth
Luca Tomaino - Chitarra, cori

Matteo Spada Sabato - Basso

Giulio Bardi - Batteria


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